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Weekend di stop forzato per tutto il panorama dilettantistica e giovanile in Veneto.
Il maltempo ha colpito pesantemente la nostra regione, causando anche gravi danni. È doveroso un pensiero di vicinanza a Venezia e ai veneziani per i momenti difficili che stanno attraversando.
Le previsioni per il weekend non promettevano miglioramenti, pertanto la Federazione ha deciso di far rimanere tutti a casa.
È già accaduto in passato che la Federazione comunicasse alla vigilia del weekend la sospensione campionati.
Il più delle volte si tratta di una decisione dettata dal buon senso. Per giocatori, dirigenti e arbitri può essere un disagio sorbirsi chilometri di strada per una partita che non si disputerà per campo inagibile. Inoltre, giocare in campi al limite della praticabilità è un rischio per l’incolumità dei giocatori e un duro colpo il terreno di gioco. La decisione finale comunque, di terminare una in anticipo, spetta sempre all’arbitro.
Fatta questa premessa, volete sapere nel dettaglio quali sono le motivazioni che portano alla sospensione della partita?
Sicuramente neve, allagamenti e fango possono causare l’inagibilità del campo, in quanto il pallone non rimbalza.

La presenza di ghiaccio sul terreno di gioco può essere un altro motivo di sospensione e/o rinvio come il vento troppo forte o la scarsa visibilità causata da oscurità o nebbia sono condizioni tali da non rendere possibile il disputarsi di una partita.

E come e dove si recupera? Da quest’anno c’è una grande novità: la partita riprende dal minuto della sospensione. Quindi la frazione di tempo giocato rimane valida e in data e luogo da stabilire si riprenderà a giocare per il tempo che rimane alla fine dl ’90 minuto.
Quindi risultato, provvedimenti disciplinari, sostituzioni effettuate, squalifiche in essere vengono messe “in ghiaccio” fino alla prosecuzione del match.

Le norme federali fanno obbligo alle società di rimborsare gli spettatori solamente nel caso l’incontro venga sospeso entro la fine del primo tempo.

Mattia De Antoni