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Uno dei momenti più gloriosi della storia neroverde arriva nel 2008.
Il San Pietro vince il campionato di Seconda Categoria e sale per la prima volta in Prima Categoria.
Una squadra solida e quadrata, che era dotata di individualità notevoli è una panchina molto lunga.
Uno dei protagonisti di quella stagione è stato Mattia Tomasi, attaccante che con i suoi gol ha contribuito al raggiungimento di quel traguardo.
Tomasi, che ora fa parte dello staff tecnico della prima squadra, ci ricorda quell’esaltante campionato.

Che sensazione è stata vincere quel campionato?
È stato molto gratificante. Non era mai successo che il Giesse andasse in Prima. Ed essere parte di quel gruppo storico ha pagato molti sacrifici che sono andati oltre al terreno di gioco. In quanto la prims squadra ora come allora è sempre stato un punto di riferimento e un esempio anche per i più piccoli.

Qual era la forza di quella squadra?
Fermarsi ad un singolo è riduttivo. A livello sportivo avere un attaccante che trascinava come Carlo Curti sia con i gol(tanti e pesanti) sia con la ‘garra’ è stato determinate. Un riconoscimento a Federico Pettner, il difensore più forte con cui abbia mai giocato.
Ma tutta la rosa è stata determinante, anche chi giocava poco ma sempre presente agli allenamenti (come Mecenero Samuele).

Quando avete capito che poteva essere l’anno giusto?
Dopo essere passati indenni in casa del Poleo Aste, rivale arrivata a fine campionato seconda a distanza abissale.

Ricordi un episodio in particolare di quella stagione?
Mi ricordo un rigore che mi sono procurato e realizzato al 95esimo sul campo del Ca Trenta, su campo pessimo. La partita è finita 2 a 1.
Lì ho sentito il calore di tutta la squadra. Un emozione che si fa fatica a spiegare.

Che analogie ritrovi con il San Pietro dei giorni nostri?
Sono due squadre diverse. A livello di singoli eravamo una spanna sopra gli altri. Due giocatori per ogni ruolo. Come gioco eravamo più simili alla Juve di Capello. Gioco non bellissimo ma efficaci.
Ora il campionato è più equilibrato ci sono corazzate che hanno speso tanto ma che per adesso son dietro.
Come gioco, io personalmente vado al campo alla domenica e raramente mi annoio. Rutzittu ha dato certezze punti di riferimento e il gioco ne trae solo che beneficio.