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La stagione 2011/2012 per i Giovanissimi del San Pietro è stata semplicemente strepitosa. Un organico di grande valore quello formato dall’annata 97, guidate dalle sapienti mani di mister Marco Marchetti. I neroverdi hanno saputo andare ben oltre le aspettative, sbarazzandosi di squadre sulla carta molto più attrezzate.
Il titolo provinciale non fu altro che la meritata ciliegina di un grande percorso. A rivivere quei momenti è Mattia Tinazzo, esterno sinistro di quella formazione.

 

Raccontaci quel finale di stagione…
La finale provinciale è stata giocata contro il Marano Vicentino a Vigardolo. Prima abbiamo incontrato Trissino, San Francesco Ariston e Longare. Tutte squadre che avevano costruito una squadra per vincere il loro girone e per competere nel campionato regionale l’anno successivo. Nonostante ciò, siamo riusciti ad avere la meglio e vincere per la prima volta il campionato Giovanissimi nella storia del San Pietro. È stato davvero emozionante.

Che finale è stata?
È stata una finale alquanto combattuta che si è chiusa con il risultato di 5 a 3. Il goal al primo minuto, il 2 – 0 a metà tempo e il successivo 3 – 0 ad inizio ripresa sembrava aver messo tutto in discesa per noi, ma non è stato affatto così.
Il Marano infatti dopo essersi portato sul 3 – 2 ha continuato a far valere il proprio carattere. Ma il botta e risposta neroverde e in cinque minuti insacchiamo per altre due volte, abbassando l’entusiasmo alla formazione avversaria.
Nonostante il 5 – 2 gli avversari nei minuti finali ci credono ancora e piazzano il 5 – 3 anche se nulla è valso per toglierci la vittoria finale.

L’emozione che ricordi di più?
Di quell’annata porto con me sicuramente un mix di emozioni che mi ha aiutato a crescere sia a livello personale che a livello calcistico.
Combattere e avere la meglio contro compagini costruite per salire di categoria durante le fasi finali ha dato la giusta dose di fiducia. Ci ha instillato orgoglio e stupore nel credere sempre in sé stessi e continuare a migliorare.
Anche l’eliminazione ai quarti di finale del torneo Città di Vicenza credo ci abbia aiutato a far uscire la rabbia, la voglia di andare a conquistarci il titolo alle fasi finali. Per cui la gioia alla fine racchiude tutto questo gran cerchio di emozioni, ma credo sia giusto ricordare anche tutto il resto che ci ha permesso di raggiungere questo meraviglioso traguardo.
Un’annata trionfale di vittorie ottenute nel girone e con il cuore nelle fasi finali. La ciliegina l’incoronazione a campioni.

Come è stato il campionato?
Ricordo quanto siano state più combattute le fasi finali piuttosto che il campionato. Difficilmente abbiamo avuto partite dove gli avversari ci hanno messi in ginocchio rispetto invece ai match delle fasi finali.
Di certo non scendevamo in campo sapendo di aver già vinto, il mister non ce lo permetteva. Ma l’organico era talmente forte che in quel campionato abbiamo segnato più di una centinaio di goal subendone poco più di una ventina.

Quando è arrivato il momento decisivo?
Il momento decisivo credo sia arrivato a campionato concluso con il goal allo scadere nella prima partita delle finali provinciali contro il Trissino. Eravamo sul 2 – 2, il match stava per concludersi, ma appena prima del fischio finale con un cucchiaio da fuori aerea Luca Rosa scavalca il portiere regalandoci la vittoria. Battere un avversario così attrezzato in un momento decisivo per guadagnarsi la finale è stato sicuramente un gran colpo. Indescrivibile l’euforia al momento del goal e al successivo triplice fischio!

Querci e Urbani facevano parte di quella rosa ed ora sono titolarissimi in prima squadra. Te lo aspettavi?
Assolutamente sì! Capitano Urbani già in quel periodo era una spanna superiore a tutti come dimostra anche il palmares che si è costruito negli anni successivi.
Anche Querci ha dato il suo grande contributo difensivo durante le fasi finali e di conseguenza era difficile non aspettarsi di vederlo negli undici della prima squadra. Chiaramente tutti speriamo si possano togliere anche qualche altra soddisfazione simile a quella dei Giovanissimi in campionati maggiori.

Qual era l’arma vincente di quella squadra?
L’arma vincente credo sia stato il gruppo unito, solido e compatto di quell’anno. Esser cresciuti tutti assieme fin dai primi calci sicuramente ha portato i suoi frutti.
Non si possono però dimenticare mister Marchetti Marco e i suoi collaboratori: Marchetti Giulio, Rosa Marco e Urbani Claudio. Tutti coloro che durante gli allenamenti e le partite ci spronavano a dar di più, a tirar fuori il meglio di noi.
Dico quindi che la vera forza si nascondeva nel legame “squadra – dirigenza” che difficilmente sono riuscito a trovare nei miei successivi anni di carriera da calciatore

Chi dei tuoi compagni di allora ha avuto un ‘futuro’ calcistico?
Negli anni successivi più di qualcuno ha avuto la possibilità di fare ulteriori passi fino ad arrivare in prima squadra o nella prima squadra di qualche altra società. Alcuni compagni, complice l’anno successivo un po’ rocambolesco, hanno scelto altri sport. Comunque, per coloro che hanno scelto di continuare, più di qualcuno ha avuto la possibilità di vestire la casacca “neroverde” in prima squadra: un traguardo che difficilmente io e i miei compagni dimenticheremo!
“Orgoglioso e fiero di aver vestito verdenero”

A cura di
Mattia De Antoni